La biologia del lupo, l’evoluzione della sua presenza in Italia, il suo modo di vivere, i potenziali pericoli e come evitarli.
Di questo e di molto altro ha parlato Francesco Romito, vicepresidente dell’associazione “Io non ho paura del lupo” nell’incontro del ciclo “I lunedì della Rete” che si è svolto il 27 luglio nella sala consiliare del municipio di Levico Terme.
Introdotta dall’assessore comunale ad agricoltura e ambiente Lorenzo Garollo e dal presidente di WWF Trentino-Alto Adige Aaron Iemma, la serata ci ha fatto conoscere molti aspetti della vita e dell’etologia di questo grande carnivoro.
Il suo ritorno in Trentino risale al 2012 quando “Slavc“, l’esemplare “in dispersione” radiocollarato in Slovenia è partito dai dintorni di Trieste per arrivare, dopo essere passato in Austria, sui Lessini e qui fare coppia con “Giulietta” e dare vita a tutta la progenie che ora occupa le Alpi orientali.
22 sono i branchi presenti oggi in Trentino, per un totale di circa 125 esemplari dislocati un po’ su tutto il territorio provinciale e il cui insediamento è stato favorito dall’abbandono di molte zone rurali da parte dell’uomo.
Per una possibile pacifica convivenza con l’uomo è importante che il bestiame venga adeguatamente custodito.
Per quanto riguarda chi frequenta la montagna e i boschi, magari con i cani, sono stati illuminanti alcuni interventi del pubblico che hanno sottolineato la necessità di addestrare i cani all’eventuale incontro con il lupo.
Se il cane è preparato – e come è stato detto è facile “allenarlo” – problemi non ce ne sono.